PROPOSTA "SIRE"

Analizzando la situazione di crisi economica che stiamo ormai vivendo da anni, sono ormai tutti concordi nell'attribuire la causa alla scarsità di denaro nell'economia reale, che produce deflazione e stagnazione, che sono gli elementi caratterizzanti della fase di recessione che è diventata ormai cronica.
Il Quantitative Easing della BCE è servito solo a fornire liquidità ai mercati finanziari ed alle banche, avendo come unico effetto per i cittadini una momentanea riduzione dei tassi d'interesse sui Titoli di Stato, ma non è servito a far arrivare denaro all'economia reale.
Il sistema bancario non solo crea denaro principalmente per le speculazioni immobiliari e finanziarie, ma addirittura è diventato fortemente instabile ed a rischio a causa delle sempre più elevate sofferenze bancarie, finendo per ridurre ulteriormente i prestiti all'economia reale. 
Siamo entrati in un circolo vizioso nel quale a causa degli interessi che paghiamo sul debito pubblico, si rendono necessarie politiche di austerity che peggiorano la crisi economica nell'economia reale e determinano un aumento progressivo del debito pubblico e degli interessi pagati.   
E si ricomincia partendo da una situazione peggiore ...
Quindi servirebbero più soldi da investire nell'economia, ma il rispetto dei parametri di Maastricht e la crescita continua del debito pubblico non permettono allo Stato di aumentare gli investimenti per innescare uno sviluppo virtuoso per tutti.
Ma lo Stato, per creare sviluppo non ha bisogno prenderlo in prestito aumentando il proprio debito, gli basta creare un qualsiasi strumento metallico, cartaceo o elettronico, utilizzabile come mezzo di scambio, e dichiarare di accettarlo per il pagamento delle tasse, in modo che acquisisca un "valore" riconosciuto da tutti.
In realtà lo Stato ha ancora la sovranità monetaria, come ormai abbiamo già dimostrato da tempo, e potrebbe stampare monete metalliche superiori a 2 euro, biglietti di stato, moneta elettronica, tutti strumenti monetari a corso legale solo in Italia.
Ma facciamo l'ipotesi di non percorrere questa strada per sceglierne una più semplice e sicura.
Certamente lo Stato ha la competenza esclusiva di decidere non solo l'entità delle imposte, cui assoggettare i propri cittadini, ma anche l'ammontare delle possibili detrazioni fiscali, come avviene attualmente con le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni, che non producono certo debito pubblico e sono da anni utilizzate senza problemi dallo Stato.
Partendo dai Certificati di Credito Fiscale, creati dall'amico Marco Cattaneo e che comunque sono ancora uno strumento valido, abbiamo cercato di sfruttare la nostra conoscenza del sistema monetario e bancario, per creare uno strumento fiscale che sia anche strumento di pagamento, molto più innovativo e pratico, che non aumenti il debito pubblico e che sia soprattutto perfettamente compatibile con gli attuali Trattati Europei.
Lo strumento che abbiamo ideato si chiama SI.R.E, ovvero SIstema di Riduzione Erariale.
Abbiamo detto che lo Stato italiano può, in assoluta autonomia, non solo decidere l'ammontare delle tasse che ciascuno di noi deve pagare, ma anche l'ammontare delle possibili detrazioni fiscali, quindi può realizzare uno strumento fiscale di gestione centralizzata di queste detrazioni, che permetta, a chi vanta questo diritto, di trasferire anche ad altri soggetti quelle detrazioni che eventualmente non fosse in grado di utilizzare.
Uno strumento che sia in grado di ridurre le tasse, che ha quindi un "valore" certo per tutti i cittadini e le aziende che residenti e pagano le tasse in Italia, può, per questo motivo, essere anche accettato da tutti come mezzo di pagamento in cambio di beni e servizi.
Il mezzo di pagamento più usato : la moneta bancaria
Attualmente l'unico strumento utilizzabile come mezzo di pagamento nelle transazioni di beni e servizi, è la moneta, che è costituita essenzialmente da monete metalliche, banconote e moneta elettronica bancaria.
Quest’ultima è in realtà quella che usiamo maggiormente, visto che rappresenta più del 90% di tutta la moneta che usiamo ed è costituita da una cifra elettronica digitata nei nostri conti correnti o depositi, che sono stati aperti all'interno del sistema bancario.
Quindi, nonostante lo Stato abbia stabilito che la moneta a corso legale sono solo le monete metalliche e le banconote in euro, in realtà, nella maggior parte dei pagamenti, noi usiamo la moneta elettronica bancaria, che accettiamo come se fosse moneta a corso legale.
Questo avviene nonostante ci sia una differenza sostanziale tra le due monete: mentre la moneta a corso legale, consente un immediato trasferimento di valore tra due soggetti ed è subito riutilizzabile, attraverso la moneta elettronica bancaria, il pagamento si intende avvenuto S.B.F., cioè "salvo buon fine" (anche nel caso di assegni circolari, come ha stabilito la Sentenza della Cassazione n.7761 del 16.4.2015).
Attualmente la quantità di moneta a corso legale è talmente insufficiente, da costringere tutti all'utilizzo della moneta bancaria, che però, nei periodi di recessione come questo, non arriva in quantità sufficienti all'economia reale, perché il sistema bancario preferisce indirizzarla verso le speculazioni immobiliari e finanziarie.
C'è quindi bisogno di aumentare la quantità di strumenti di pagamento per cittadini e aziende e noi abbiamo già dimostrato che lo Stato potrebbe farlo, non solo utilizzando la propria sovranità monetaria, ma anche e soprattutto utilizzando la propria competenza esclusiva nel campo fiscale.
Infatti  lo Stato esercita la propria sovranità fiscale, decidendo non solo l'entità delle imposte cui assoggettare i propri cittadini, ma anche l'ammontare delle possibili detrazioni fiscali, come ad esempio nel caso delle ristrutturazioni edilizie, che danno la possibilità di detrarre dalle tasse, in diversi anni, una cifra totale pari al 50% o al 65% dei costi sostenuti.
Lo Stato italiano quindi può, in assoluta autonomia, non solo decidere l'ammontare delle tasse che ciascuno di noi deve pagare, ma anche studiare uno strumento fiscale di gestione centralizzata delle detrazioni, che permetta a chi vanta questo diritto, di trasferire anche ad altri soggetti quelle detrazioni che eventualmente non fosse in grado di utilizzare.
SI.R.E, ovvero SIstema di Riduzione Erariale
Lo strumento da noi proposto si chiama SI.R.E., Sistema di Riduzione Erariale; in sostanza si tratta di un sistema di contabilizzazione delle detrazioni fiscali per tutti i cittadini e le aziende che abbiano residenza e sede legale sul territorio italiano e che quindi pagano le tasse in Italia.
Prima di specificare meglio in cosa consista il SIRE, chiariamo bene alcuni punti essenziali:
- i SIRE non sono una emissione monetaria, per cui non sono in contrasto con i Trattati Europei;
- i SIRE non costituiscono aumento del debito pubblico, come tutte le detrazioni fiscali;
- i SIRE  producono un aumento del PIL e delle entrate fiscali negli anni successivi;
- i SIRE sono uno strumento di pagamento alternativo alla moneta che usiamo attualmente;
- i SIRE sono uno strumento di risparmio e di pagamento sicuro e garantito dallo Stato;
- i SIRE sono in grado di rilanciare l'economia, attraverso l'aumento degli investimenti ;
- i SIRE  sono in grado di ridurre in modo definitivo la disoccupazione e la povertà;
- i SIRE permettono allo Stato di redistribuzione la ricchezza e di ridurre le diseguaglianze.
Vediamo ora come funziona il sistema basato sui SIRE.
Il Ministero delle Finanze e dell'Economia, istituisce presso di sé un sistema elettronico per contabilizzare le detrazioni fiscali dalle tasse per ogni soggetto avente un Codice Fiscale, che diventa il codice identificativo univoco di un  conto corrente fiscale.
Su questo conto corrente fiscale transitano i SIRE, cioè le cifre che rappresentano le detrazioni fiscali di cui il titolare del conto ha diritto, che possono essere utilizzati in tre modi :
- per ridurre le tasse da pagare, ma a partire da una certa "data di validità" in poi;
- per effettuare trasferimenti di SIRE tra diversi conti correnti fiscali;
- come riserva di valore.
SIRE come riduzione delle tasse
I SIRE sono in sostanza delle cifre elettroniche che rappresentano le "riduzioni erariali" o le "detrazioni fiscali", che il titolare del conto ha diritto di utilizzare a partire da una certa "data di validità", stabilita dallo Stato al momento della loro emissione.
Il saldo del conto corrente fiscale in SIRE avrà un totale pari alla somma di tutti i SIRE, ma è necessario anche poter avere il saldo parziale ad una certa data, che rappresenta la cifra che possiamo utilizzare in quel dato giorno per ridurre le tasse.
Il motivo per cui è necessaria una "data di validità" per i SIRE, scaturisce dalla necessità di evitare che il loro utilizzo possa creare una riduzione delle entrate fiscali prima che essi abbiano potuto sviluppare il loro effetto "benefico" nell'economia, cioè aumento del PIL e quindi delle corrispondenti entrate fiscali.
Quindi il conto corrente fiscale, in pratica, rappresenta un contenitore di tutte le "detrazioni fiscali" di cui abbiamo diritto, le quali, quando hanno superato la loro "data di validità", possono essere effettivamente utilizzate per ridurre le imposte ed i tributi che dobbiamo versare all'Agenzia delle Entrate.
Praticamente, quando si dovranno pagare le imposte, nel modello  F24, troveremo un'apposita riga nella quale potremo segnare una cifra che verrà "scalata" dal nostro conto corrente fiscale e che ci permetterà di ridurre l'ammontare complessivo delle tasse da pagare.
SIRE come mezzo di pagamento
I SIRE, oltre ad essere utilizzati come riduzione erariale a partire da una certa data, possono sempre essere trasferiti tra diversi titolari di conti correnti fiscali, e quindi utilizzati come mezzo di pagamento, basta che il ricevente dichiari espressamente di accettarli con la data di validità.
Il SIRE però non è una moneta a corso legale, quindi ad accettazione obbligatoria, ma solo uno strumento a valenza fiscale ad accettazione volontaria, per cui avrà sempre bisogno, perché la transazione abbia effetto, dell'accettazione esplicita del ricevente.
E' chiaro che il "valore" dei SIRE, e quindi la loro accettazione da parte di tutti, è legato alla certezza di poterli utilizzare per ridurre le tasse che dobbiamo pagare, che è lo stesso effetto che avremmo se lo Stato ci desse l'equivalente in euro per pagarle, visto che avere 100 euro di riduzione fiscale è equivalente ad avere 100 euro per pagare le tasse per tutti. 
L'utilizzo dei SIRE come mezzo di pagamento è simile a quello della moneta bancaria, dove i trasferimenti possono essere effettuati online con "bonifici fiscali" o utilizzando una CA.R.E., cioè una "CArta di Riduzione Erariale", come fosse una Carta di Credito o un Bancomat.
Per incentivare il loro utilizzo come mezzo di pagamento, invece che come riduzione erariale, viene stabilito anche un aumento annuale del valore dei SIRE, pari ad esempio al 2%, da accreditare direttamente sul conto corrente fiscale fino alla data del loro effettivo utilizzo.
Lo Stato può sempre decidere di aumentare o ridurre questo incremento annuo, in modo da far variare la "velocità di circolazione" di questo strumento, realizzando politiche fiscali i grado di "influenzare" lo sviluppo dell'economia.
SIRE come riserva di valore
Ci può essere un interesse anche all'utilizzo dei SIRE come riserva di valore, per diversi motivi :
- un conto in SIRE non è soggetto al bail-in ed è garantito dallo Stato;
- in caso di non utilizzo, l'aumento di valore annuo, non essendo moneta, non può essere "tassato".
I SIRE rappresentano comunque un "valore certo” per tutti i cittadini e le aziende che hanno la residenza sul nostro territorio e quindi è alta la possibilità concreta della sua diffusione ed accettazione da parte di tutti, anche come riserve di valore garantita dallo Stato che cresce ogni anno.
Cambio tra SIRE e Euro
I SIRE, nonostante gli indubbi vantaggi rispetto alla moneta a corso legale, potrebbero a richiesta del portatore, venire scambiati in Euro e viceversa, attraverso una piattaforma gestita dal sistema bancario pubblico. In questo mercato, soggetti privati offriranno e domanderanno SIRE, in cambio di Euro, determinando così il valore di "scambio". Non sarà mai in nessun caso lo Stato a prendere parte alle contrattazioni, essendo queste limitate ai soggetti privati.
Per non incentivare questa trasformazione, abbiamo già detto che i SIRE possono avere un incremento annuo, se non utilizzati per ridurre le tasse, che li rendono più appetibili rispetto agli Euro, i quali, se non investiti, producono oggi interessi quasi zero.
Biglietti di stato e moneta metalliche in SIRE
Per facilitare i pagamenti in questo strumento fiscale, lo Stato emetterà anche dei "biglietti di stato a valenza fiscale" in formato cartaceo di piccolo taglio (5 euro, 10 euro, 20 euro, 50 euro, ecc…) che potranno essere prelevati attraverso sportelli automatici tipo "bancomat", posizionati all'interno delle amministrazioni pubbliche.
Potranno anche essere coniate delle speciali monete metalliche in SIRE, che avranno la stessa funzione fiscale dei biglietti di stato.
Questi strumenti cartacei e metallici, sono di proprietà del "portatore", cioè trasferibili tra soggetti solo per accettazione volontaria e non obbligatoria, mentre per il resto svolgono una funzione analoga alle banconote o alle monete metalliche a corso legale in euro.
Utilizzo dei SIRE da parte dello Stato
L'esempio classico di emissione dei SIRE da parte dello Stato, è la ricostruzione dopo un terremoto, o
qualunque altra azione dello Stato volta alla "costruzione" di qualcosa di reale, soprattutto quando queste opere provocano un "reddito" futuro che non ci sarebbe stato, come nel caso della ricostruzione delle aziende dopo un evento distruttivo, o un "risparmio" futuro derivante dai seguenti esempi :
-  riduzione dei danni per un terremoto, nel caso di adeguamento antisismico degli edifici;
- riduzione dei consumi energetici, nel caso di intervento di isolamento termico negli edifici;
- riduzione dei costi dell'energia, nel caso di impianti più efficienti o di produzione di energia rinnovabili;
- riduzione dei costi derivanti dai danni degli eventi atmosferici o ambientali distruttivi, come nel caso di una migliore manutenzione o sistemazione idrogeologica del territorio.
In tutti questi casi l'impiego di questo strumento fiscale, con una "data di validità" più o meno differita nel tempo, provoca sia un aumento del PIL, sia un incremento delle entrate fiscali generata dalla crescita del reddito prodotto, tali da compensare ampiamente la riduzione delle entrate fiscali che si avranno nel momento in cui i SIRE verranno utilizzati.
Sicuramente l'emissione dei SIRE da parte dello Stato, non provoca aumento del Debito Pubblico, perché lo Stato non è obbligato a cambiarli in euro, quindi non ha alcun debito nei confronti dei detentori di SIRE, mentre garantisce solo che possano essere utilizzati, dopo una certa data, per ridurre le tasse.
Cosa succederebbe alla moneta in circolazione ?
Attualmente più del 90% di tutta la moneta che usiamo viene creata con i prestiti, perché le monete metalliche create dallo Stato, pari a soli 7 mld di euro, sono largamente insufficiente a far girare una economia con un PIL di 1600 mld di euro.
Quindi siamo costretti ad utilizzare i circa 2.200 mld di depositi e titoli vari che prendiamo in prestito dal sistema bancario, che li crea letteralmente dal nulla, pagandoci pure fior di interessi.
Invece, se lo Stato creasse ad esempio 400 mld di SIRE per permettere a cittadini ed aziende di effettuare i loro pagamenti, ci sarebbe meno necessità di richiedere denaro in prestito e quindi, presumibilmente, ci sarebbe una riduzione consistente della quantità di denaro creato dalle banche.
Con l'unico rilevante effetto, di ridurre in modo rilevante gli interessi percepiti dal sistema bancario.
Quali sarebbero le conseguenze per l'economia ?
L'immissione di 400-500 mld di SIRE nell'economia producono un aumento considerevole sia della produzione di beni e servizi che degli scambi economici, con un rilancio immediato dell'economia reale e del benessere dei cittadini. Ovviamente solo se utilizzati per gli investimenti produttivi e per aumentare la capacità di spesa dei cittadini più in difficoltà.
Considerato che l'emissione dei SIRE non comporta aumento del debito pubblico, né produce uscite nel conto economico dello Stato, l'Italia potrebbe meglio rispettare i parametri di Maastricht e finalmente mettere a posto i suoi conti senza politiche di austerity.
Nel nostro sito potete trovare una trattazione più approfondita e tecnica, che è in evoluzione perché la mettiamo a disposizione di tutti per osservazioni e critiche, nella speranza che sia migliorata e condivisa dal maggior numero di persone possibile.
Conclusione
In conclusione, il conto corrente fiscale e le carte di riduzione erariale, oltre alle monete ed ai biglietti di stato a valenza fiscale, rappresenteranno una comoda alternativa al sistema monetario attuale che si è dimostrato insufficiente a permettere il regolare sviluppo delle attività economiche.
In realtà il sistema monetario attuale é troppo condizionato dalle decisioni del sistema bancario, che è instabile e tende sempre e comunque alla massimizzazione del proprio profitto, anziché avere l'obiettivo di raggiungere il benessere di tutti i cittadini.
Mettiamo a disposizione di tutte le forze politiche, questo strumento da noi ideato, perché crediamo  possa essere una alternativa valida, concreta e realizzabile fin da subito, oltre che in armonia con i Trattati, per uscire finalmente dalla crisi economica.

Dobbiamo avere il coraggio di dotarci di strumenti efficaci se vogliamo cominciare a ricostruire e valorizzare questo straordinario paese, e farlo diventare finalmente migliore di quello che ci hanno tramandato i nostri antenati.
Sicuramente l'emissione dei SIRE da parte dello Stato, non provoca aumento del Debito Pubblico, perché lo Stato non è obbligato a cambiarli in euro, quindi non ha alcun debito nei confronti dei detentori di SIRE, mentre garantisce solo che possano essere utilizzati, dopo una certa data, per ridurre le tasse.
FABIO CONDITI E STEFANO DI FRANCESCO

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